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Tokyo Forever

L’arrivo a Tokyo

Siamo partiti alla scoperta di Tokyo il 19 dicembre per un soggiorno di cinque notti. E come immaginavo è stato amore a prima vista. La capitale giapponese che con oltre 37 milioni di abitanti è una delle città più grandi del mondo, sorprende ad ogni angolo ed ognuno dei 23 quartieri speciali in cui è suddivisa la città, ognuno con uno status equivalente alla municipalità, è diversissimo dall’altro.

Ma andiamo con ordine, innanzitutto l’ingresso nel Paese. All’arrivo in Giappone, devi passare il controllo passaporti ed ottenere il timbro di “visitatore temporaneo”, ritirare i bagagli e superare la dogana, compilando o mostrando i codici QR del modulo doganale/immigrazione ottenuti prima della partenza tramite il servizio online gratuito di Visit Japan Web. Una volta usciti dalla zona franca abbiamo voluto testare il servizio di meet and greet personalizzato in lingua italiana prenotabile in agenzia e super consigliato. Un assistente – di solito ragazzi giapponesi che hanno studiato in Italia – ci ha accolti fornendoci le prime basilari info ad esempio quelle su tessera trasporti, cambio valuta e assistenza in hotel al check-in. Consigliato per chi arriva in Giappone per la prima volta, elimina stress e dubbi. La combo con il trasferimento privato in hotel è perfetta. Di altrettanta utilità si è rivelata la prima mezza giornata in città con una guida italiana residente utile innanzitutto per eliminare le barriere linguistiche, Vittorio ci ha offerto un itinerario personalizzato a piedi tra Shinjuku e Shibuya per scoprire la vera Tokyo oltre i luoghi turistici. Ci ha facilitato l’immersione culturale con spiegazioni da una prospettiva unica e aiutato a comprendere la complessità di Tokyo, portandoci a esperienze più autentiche e meno stressanti, anche grazie alla conoscenza dei luoghi nascosti e ristoranti locali. Molto soddisfatti.

Dove abbiamo dormito: Nishi-Shinjuku

Noi eravamo basati a Nishi-Shinjuku, la tranquilla zona commerciale con numerosi grattacieli, ottima per soggiornare in quanto a ridosso della zona animata raggiungibile a piedi. La nostra sistemazione era al bellissimo Keio Plaza Hotel, posizione eccellente, ad ovest dalla stazione, camera 1508 (15mo piano), con anche un utilissimo minimarket 7eleven all’interno della torre principale. Qui il primo contatto con i famosi washlet, i wc giapponesi con tavola riscaldata che si attivano tramite un pannello di controllo laterale e che combinano le funzioni del wc con quelle del bidet. Pulizia ed igiene in Giappone sono tenuti in grande considerazione e rivestono un ruolo importante nella cultura del Paese. Sono diffusi ovunque, anche nelle toilette pubbliche.

A proposito, lungo le strade è vietato fumare, mangiare, gettare spazzatura per terra, nelle metropolitane meglio non parlare o parlare a bassa voce. A seguito degli attentati nella metropolitana degli anni ’90, non esistono in pratica cestini per la spazzatura (ne ho notati soltanto a Marunouchi, vicino al Tokyo International Forum), nemmeno in metropolitane e centri commerciali. Proliferano ovunque macchinette per la distribuzione di bevande di tutti i generi.

Shinjuku: luci, grattacieli e tradizione

Proprio dietro l’hotel si trova il Tokyo Metropolitan Government Building la cui enorme facciata Est è illuminata tutto l’anno da proiezioni giornaliere ad orari fissi. Le due torri Nord e Sud sono anche due osservatori che permettono di godere di viste eccezionali sulla città da un’altezza di 202 metri. La giornata nuvolosa ci ha purtroppo impedito quel giorno di osservare il Monte Fuji, normalmente visibile in lontananza.

Nei dintorni della stazione ci sono i principali Grandi Magazzini di Tokyo come UNIQLO, Keio, Odakyu, Lumine, NEWoMan. A Shinjuku sul lato est della stazione invece si trovano i punti di riferimento per shopping, cibo e divertimento. Qui la sera è un tripudio di luci ed insegne a led da far invidia a Times Square. Sulla terrazza all’ottavo piano del Gracery Hotel nel Kabukicho District di Shinjuku proprio sopra il complesso cinematografico Toho Cinema Shinjuku, si staglia un’enorme testa di Godzilla alta 12 metri. La statua dà anche il nome alla via sottostante, Godzilla Road.

A Tokyo ed in tutto il Giappone stupisce il dualismo modernità e tradizione; passeggiando tra edifici moderni per le strade della zona scopriamo il santuario shintoista Hanazono Jinja ed essendo domenica visitiamo l’adiacente mercatino delle pulci, uno dei più famosi di Tokyo, l’Hanazono Shrine Flea Market, nel quale si possono trovare oggetti decorativi, poster, vecchie insegne e stoviglie antiche.

Shibuya: il cuore pulsante della città

Dalla stazione raggiungiamo con la JR Yamanote Line, la linea verde, il quartiere di Shibuya, dove passeggiamo tra negozi alla moda, ristoranti di ogni genere, café a tema, grandi magazzini, enormi Game Center con centinaia di Claw Machines ed i cosiddetti Gashapon, interi negozi di solo macchinette che erogano mini capsule con gadget a sorpresa.

Proprio nei pressi della stazione si trovano alcune delle principali attrazioni di questo noto quartiere: la famosa statua del cane Hachikō, l’iconico e affollatissimo Shibuya Crossing apparso in innumerevoli film, riviste e blog e il Shibuya Sky, la piattaforma di osservazione situata sulla cima dell’edificio più alto della zona, il Shibuya Scramble Square che offre viste mozzafiato a 360° su Tokyo da un’altezza di 230 metri e che noi abbiamo visitato in prima serata. È una meta gettonatissima, quindi d’obbligo la prenotazione ben prima della partenza.

Ci è anche piaciuto perderci – è il termine corretto – in affollatissimi enormi store come il famoso e il più grande di Tokyo, MEGA Don Quijote di Shibuya un enorme discount aperto 24/7 famoso per la sua varietà incredibile di prodotti, elettronica, cosmesi, souvenir, snack insoliti, tutti accatastati in un caos ordinato.

Harajuku e Takeshita Street

Proseguiamo la visita della città con un altro dei luoghi iconici, Takeshita Street o Takeshita-Dōri, la famosa quanto piccola e breve strada pedonale – è lunga 350 metri – del quartiere speciale chiamato Harajuku proprio all’uscita della omonima fermata della JR. La stradina è il paradiso dell’originalità ed è obbligo includerla in qualsiasi dei vostri soggiorni a Tokyo.

Nota per la moda kawaii che significa “carino, grazioso”, è indice di una sottocultura estetica giapponese caratterizzata da elementi infantili e dolci tipici dei caratteri manga. Non è difficile qui incrociare ragazze lolite e dark lolite discepole di questo stile, le Harajuku Girls citate anche nella canzone di Gwen Stefani.

Nella via abbiamo visitato il Sanrio Café Harajuku Store, un nuovo enorme concept store su tre piani dedicato a Hello Kitty dove è possibile acquistare dell’adorabile merchandasing del famoso pupazzo o addirittura cenare con i caratteri della serie. In Takeshita-dōri la nostra vera meta era il famoso MiPig Café, il negozio dove abbiamo coccolato adorabili micro maialini e goduto di un’esperienza unica e memorabile, non consigliata, di più, obbligatoria!

Nella stessa strada oltre a particolari negozi di moda e punti di ristoro tematici instagrammabili di frutta caramellata, Moci, dorayaki o tè Matcha, anche altri Animal Cafè con capibara, Samoyedo, gatti, e addirittura cincillà, cavie e ricci.

Odaiba e la Tokyo futuristica

Trovandoci a visitare l’esposizione d’arte digitale TeamLab a Toyosu, un’esperienza immersiva e coinvolgente, dove si cammina anche nell’acqua tra installazioni digitali e natura, abbiamo deciso di dedicare mezza giornata del nostro soggiorno ad un altro degli imperdibili quartieri della città, Odaiba, la zona ultramoderna sulla Baia di Tokyo.

Costruita nell’800, è un’isola artificiale paradiso del divertimento collegata al quartiere di Shibaura tramite il Rainbow Bridge, l’iconico ponte moderno inaugurato nel 1993 che la sera è illuminato in diversi colori ed è percorribile anche a piedi. A Odaiba non manca peraltro una copia in piccolo della Statua della Libertà eretta come monumento temporaneo nel 1998, simbolo dell’amicizia franco-nipponica, divenuta permanente nel 2000 a causa dell’enorme successo ottenuto.

Paradiso del divertimento e dello shopping, a Odaiba si trovano anche la futuristica sede della Fuji Television e grandi centri commerciali come l’AquaCity o l’enorme DiverCity Tokyo Plaza, nel cui piazzale si erge in tutta la sua maestosità l’iconica statua Gundam Unicorn alta più di 20 metri.

Nel DiverCity vi segnalo gli stores di Gibli, One Piece, Hello Kitty Japan, Pop Mart Labubu, Doraemon, Godzilla, Gundam Base e anche …un Unko Museum, il museo della cacca – sì proprio quella lì – che vende divertentissimi gadget colorati! Nel food court si trova anche Decora Creamery, un luogo per i più golosi dove si produce panna morbida colorata, e combinazioni di zucchero filato colorato con gelato. Per non esimerci abbiamo provato il gigantesco Rainbow Cotton Candy, una sorta di zucchero filato multicolore reso famoso in molti reel, ma dal gusto troppo dolciastro.

Asakusa e la cerimonia del tè

Prima volta a Tokyo, non poteva mancare un’esperienza che tutti prenotano in agenzia: la famosa Cerimonia del tè. Noi abbiamo scelto la Kimono Tea Ceremony Maikoya nel quartiere di Asakusa, abbinando anche la complessa vestizione in kimono tradizionale per connetterci al meglio con la cultura giapponese.

Abbiamo imparato l’antica tradizione della preparazione del tè verde matcha in una stanza formale inginocchiati sul tatami, non senza provare tanto dolore e scattato alcune simpatiche foto in abiti tradizionali.

Mangiare a Tokyo

La Ristorazione a Tokyo: sfatiamo una paura che tutti hanno prima di partire, voglio rassicurarvi sulle paventate difficoltà di scelta, comprensione menù e di spiegazione sul dove, come e cosa mangiare in Giappone. Innanzitutto esistono molteplici tipi di ristoranti per tutti i gusti e tutte le tasche e nella maggior parte di essi il menù è corredato da immagini del piatto e anche di relativo nome in inglese.

In base alla nostra esperienza – ne abbiamo provati di ogni genere – abbiamo classificato i ristoranti di Tokyo in questo modo: i più “comodi” e meno costosi sono gli Izakaya, l’equivalente delle nostre taverne, con numerosi e vari piatti proposti in piccole porzioni, economici, aperti oltre le ore 22; qui si pranza e cena in modo conviviale ed allegro, seduti su sgabelli ed a differenza della compostezza a cui si è obbligati lungo le strade, si parla ad alta voce, si scherza e in alcuni è consentito fumare.

Abbiamo notato numerosi piccoli ristoranti specializzati in ramen, yakitori (spiedini), yakiniku (tecnica di grigliatura di carne, provate il Wagyu!), tempura e sushi con chiusura serale alle 22, spesso è necessaria la prenotazione. Numerosi anche i fast food, internazionali o locali come Mos Burger.

In zone come Shinjuku e Shibuya o nei quartieri minori, troviamo tanti Yokocho, stretti e pittoreschi vicoli in via d’estinzione pieni di piccolissimi ristoranti e bar a gestione familiare che offrono un’esperienza autentica ed intima, straconsigliati!

Viceversa, non manca il Sushi d’autore in piccolissimi e magari – esternamente – anonimi ristoranti, per esperienze uniche, anche nel prezzo, con chef stellati. Una particolarità che mi ha colpito è che molti ristoranti oltre ad essere piccolissimi, non sono posizionati su strada come consuetudine europea, ma locati in diversi piani, magari dello stesso edificio, ognuno pubblicizzato da vistosissime insegne – noi ne abbiamo provato uno all’ottavo piano specializzato in gyoza…

Come muoversi a Tokyo

Come ci siamo mossi a Tokyo: i mezzi sono attivi fino a mezzanotte circa, ma in alcuni quartieri come Shinjuku o Shibuya non si dorme mai …e si cammina molto. A Tokyo ci si sposta per lo più con i mezzi pubblici, soprattutto per lavoro, sono pochi i parcheggi e molti abitanti non posseggono nemmeno l’auto.

Fa strano la mancanza di piste ciclabili in una città così all’avanguardia. Ne va da sé che le stazioni della metropolitana sono super affollate, le linee sono tantissime e può accadere di avere dei dubbi le prime volte. È opportuno dotarsi di una tessera trasporti a scalare già subito all’arrivo in aeroporto.

Rimanendo in ambito metropolitano noi abbiamo scelto quella chiamata Suica, ma ne esistono diverse, se invece visitate il Giappone meglio dotarsi della più conosciuta Japan Rail Pass. La tessera è ricaricabile in qualsiasi stazione della metro in contanti ed è utilissima per spostarsi soprattutto tra quartieri speciali. Noi abbiamo utilizzata solo la Yamanote per una a/r Shinjuku/Shibuya, nella maggior parte dei casi abbiamo fatto ricorso a Uber e taxi tradizionali, in questo caso dovete tener conto del traffico oltre che del costo.

Connessione e comunicazioni

Telefono, Wi-Fi: il metodo migliore è dotarsi prima della partenza di una eSIM, prepagata con dati per il Giappone. Noi abbiamo scelto quella di Holafly e non abbiamo avuto nessun tipo di problema, si è sempre collegati ad internet H24, non c’è bisogno di Wi-Fi ed è possibile chiamare in Italia e ricevere telefonate in qualsiasi momento utilizzando Whatsapp.

Considerazioni finali

In sintesi, la buona riuscita di un viaggio in Giappone passa da una programmazione attenta e scrupolosa da effettuarsi prima della partenza: codice QR, eSIM, meet and greet in italiano, prenotazione delle escursioni e delle attrazioni, tessera Suica o Japan Rail Pass per i trasporti. Anche prenotare una guida italiana come abbiamo fatto noi per una mezza giornata o più è un’ottima idea.

Che dire? Io non vedo l’ora di ritornarci. Per il resto buon viaggio alla scoperta di un Paese meraviglioso. Vi aspettiamo in agenzia. Arigatō gozaimasu!